ABBIGLIAMENTO MILITARE: “Dalla trincea alla passerella”

L’abbigliamento femminile si arricchisce, dopo la prima guerra mondiale, di grandi tasche a toppa, di tessuti color khaki, di trecce e alamari.

Thomas Burberry propone impermeabili simili a trench, indossati dagli ufficiali dell’esercito britannico e nel 1937 vengono immessi sul mercato gli occhiali da sole Ray-Ban, usati dai piloti della forza aerea americana sin dalla fine degli anni’20. Trionfo immediato.

Con la seconda guerra mondiale, gli stilisti aggiungono pratici dettagli alle loro creazioni, come tasche e cinture in pelle, mentre in Inghilterra iniziano invece a circolare tute intere, chiuse da una cerniera così da poter essere infilate velocemente sopra la biancheria durante i raid aerei: perfino Winston Churchill ne indossa una al posto di giacca e pantaloni.

Da sempre i movimenti subculturali attingono all’abbigliamento militare, sia come forma di provocazione, sia per le qualità pratiche di questi indumenti: parka voluminosi per i mod degli anni ’60, ampi cappotti militari adornati con simboli della pace per gli hippie, anfibi Dr.Martens, pantaloni mimetici e lunghi cappotti militari in pelle per i punk.

L’abbigliamento militare e le stampe mimetiche dai colori sgargianti sono ormai parte integrata ‘dell’uniforma da strada’, mentre i pantaloni militari si sono trasformati in un’ottima alternativa ai jeans.