ABBIGLIAMENTO SPORTIVO: “La moda in forma”

L’abbigliamento sportivo ricopre un ruolo centrale nella moda del XX secolo, influenzandola come nessuno mai avrebbe potuto immaginare.

Negli anni ’20 Jean Patou e Coco Chanel creano i primi abiti da giorno sportivi e mascolini: abiti semplici, sobri, pensati per le signore ormai costrette ad abbandonare il corsetto e a mantenere la propria silhouette con l’aiuto dell’attività fisica. Chanel propone eleganti completi in jersey di cotone e introduce i pantaloni alla marinara nel guardaroba delle sue clienti mentre Patou apre la boutique Coin des Sports e disegna i completi per la stella del tennis francese Suzanne Lenglen.

Le radici del moderno abbigliamento sportivo o casual, vanno però ricercate negli Stati Uniti: con il boom della produzione di massa le donne americane adottano uno stile più informale e pratico, affidandosi a stilisti locali come Claire McCardell anziché seguire la couture parigina.

Dagli anni ’70 in poi, il mondo delle palestre e dei campi sportivi si intreccia con quello della strada: dall’aerobica arrivano i body e i fuseaux in lycra, dal jogging e dal pattinaggio i pantaloncini corti, gli scaldamuscoli e le fasce per capelli.

La tecnologia dei tessuti sportivi ispira anche gli stilisti che, negli anni’ 90, lanciano linee di abbigliamento sportivo come, Prada Sport, DKNY Active, e Polo Sport senza dimenticare alcune grandi collaborazioni come quella di Yohji Yamamoto e Adidas o Alexander McQueen e Puma.

Certamente l’alta moda non è mai stata così in forma.


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