COCO CHANEL

Coco, pseudonimo di Gabrielle Bonheur Chanel, nasce a Saumur, un piccolo villaggio francese nel 1883.

L’infanzia della stilista francese è da sempre oggetto di dibattito, in quanto la stessa Chanel ha lasciato dichiarazioni contrastanti, è certo però che Chanel e le altre due sorelline vengono affidate alle suore del Sacro Cuore, un orfanotrofio di Aubazine, dal padre rimasto vedovo. Purtroppo le bambine, pur essendo accudite dalle suore, non vivono anni felici dentro l’orfanotrofio, questo posto e la sua austerità ispireranno molto lo stile delle creazioni di Chanel.

Coco e la sorella Julie, avendo ormai superato l’età per rimanere in orfanotrofio, vengono mandate in una scuola di apprendimento delle arti domestiche a Notre Dame. Nel 1901 Coco, ormai diciottenne, comincia a lavorare in un negozio di maglieria e biancheria “Maison Grampayre”, affinando tutte le tecniche di cucito imparate precedentemente e in questi stessi anni, comincia anche ad esibirsi (parallelamente al lavoro di commessa) come cantante presso un locale. E qui vi è la svolta: Etienne de Balsan, il primo amante di Chanel.

I due si incontrano per la prima volta nel 1904, lei 21 anni e lui 24, figlio di imprenditori tessili, Balsan è anche il primo finanziatore di Chanel e la loro storia dura 6 anni.

Nel 1909, trasferitasi da poco a Royallieu (nel castello di Balsan) inizia la sua carriera nel mondo della moda confezionando cappellini che sono in netto contrasto con tutta la sontuosità dell’epoca: in paglia, dalle linee semplici e pulite, ornati da qualche fiore in raso o da singole piume. Ecco che inizia a delinearsi l’identità dell’eterna Coco Chanel.

Il secondo incontro che cambia la vita di Mademoiselle Coco avviene proprio attraverso le amicizie di Balsan: viene presentata a Boy Capel, industriale di Newcastle, nonché suo secondo amante ed unico vero amore. I due si trasferiscono insieme a Parigi, dove Capel, non solo incoraggia la giovane Chanel, ma anzi le dà un grosso aiuto economico, permettendole di aprire il primo atelier al 31 di Rue Cambon. I due innamorati non si sposarono mai e varie dicerie suggeriscono che tra le cause vi sia la grande differenza delle origini sociali dei due (lui rappresentante dell’alta borghesia e lei umile orfana), ed il fatto che Chanel scelga il proprio lavoro al posto di Capel, pur essendo consapevole che lui avrebbe sposato un’altra donna.

Così Chanel, rinunciando all’amore, avvia definitivamente la sua boutique: a due anni dall’apertura, oltre a vari modelli di cappelli, comincia a vendere qualche pezzo di vestiario: maglioni, gonne e vestiti, ovviamente tutti in minime quantità.

Chanel nelle sue collezioni usa prevalentemente il nero ed i bianco, inserendo qualche tocco di altri colori, come il beige, il grigio ed il blu marine; a suo dire il nero è l’eleganza assoluta e, abbinato al bianco, dona grazia ad ogni donna.

Capel, che non solo è il primo amante di Cocò ma anche uno dei suoi maggiori finanziatori, le permette di aprire la seconda boutique a Deauville, vicino al Gran Casinò; qui Chanel viene ispirata dai marinai al lavoro, creando dei capi che sono il frutto dell’osservazione delle persone comuni che la circondano, unendo così lo stile alla praticità. Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale la moda di Chanel fa un vero passo avanti: per ovvi motivi la stilista vuole chiudere la boutique di Deauville ma, consigliata da Capel, decide di lasciarlo in attività, rimanendo così l’unico negozio d’abbigliamento aperto in tempo di guerra, l’unico in cui le signore benestanti trasferitesi a Deauville per sfuggire alla guerra possono comprare degli ottimi capi di sartoria. Ed è così che veramente decollano gli affari per la maison Chanel: apre un altro atelier, a Biarritz, al confine con la Spagna dove acquisisce prestigiose clienti spagnole.

Nel 1917 Chanel (con un sostanzioso aiuto di Capel) arriva a possedere ben cinque laboratori e trecento dipendenti e, negli anni ’20, la stilista lancia la moda del capello corto, ed è subito un successo: tutte le giovani donne modaiole incominciano ad imitarla. Questi anni vedono la disfatta del couturier Poiret e l’affermazione dello stile Chanel, ovvero comodità ed eleganza, una vera e propria rivoluzione tutta al femminile: criticata da tutti, additata come visionaria e sfrontata, Chanel affronta con coraggio ed ambizione la moda dell’epoca, ridisegnando la figura femminile. Emancipata, indipendente, padrona del proprio destino e del proprio corpo, ecco qual è la donna che veste Chanel, è lei a dominare gli abiti che indossa, non il contrario. Una donna che non ha bisogno di sottolineare le proprie curve per essere femminile ed elegante e tutto ciò sfocia in una delle creazioni più acclamate a livello mondiale: la Petite-Robe Noire, o più semplicemente “tubino nero”, sdoganato verso la metà degli anni ’20. Chanel comincia in seguito ad occuparsi anche di gioielli ed accessori, in stretto abbinamento ai suoi capi e ha anche una carriera degna di nota come costumista. Con l’avvento della Seconda Guerra Mondiale, Chanel decide di ritirarsi dalle scene chiudendo la maison, in questo periodo di assenza si afferma lo stile di Dior, in netto contrasto con l’ideale di donna di Coco. La stilista torna quindi nel 1954, presentando una nuova collezione, inizialmente criticata, e giudicata ormai fuori moda ma dall’America giungono i consensi che permettono a Chanel di brillare ancora una volta. Muore nel 1971 in una camera dell’Hotel Ritz dov’era solita alloggiare frequentemente, sono i suoi assistenti a gestire la casa di moda dopo la sua morte, tra i quali ricordiamo Gaston Berthelot, Jean Cazaubon, Yvonne Dudel, Philippe Guibourgè. Nel 1983 la maison viene affidata a Karl Lagerfeld, che la gestisce ancora oggi.