Icone col Caftano

“ICONE” COL CAFTANO

Se ci fermiamo a riflettere sul caftano la prima domanda che ci appare ovvia è: “Ma com’è possibile che un capo non appartenente alla nostra cultura abbia potuto avere un tale successo nel mondo occidentale tanto da essere indossato da ogni donna del nostro emisfero?”. La domanda è legittima e la risposta è interessante perché il caftano è sdoganato nelle occidentalissime Europa e Stati Uniti grazie ad una serie di donne iconiche che, sin dai primissimi anni ’60, fanno di questo capo il loro passe-partout. La donna comune vede le loro foto sui giornali e decide di volerle copiare e così comincia l’avventura di quella che un tempo era conosciuta come robe of honor. Gloria Guinness, moglie messicana di uno degli uomini più potenti della Gran Bretagna e icona di stile, è ritratta su un divano con addosso un caftano a righe; la stupenda Marella Agnelli invece in vacanza, fino ad arrivare all’immagine storica di Talitha Getty semisdraiata sulla sua terrazza di Marrakech che dà il via allo stile hippie chic. Ma non finisce qui: rimangono nella memoria Marisa Berenson fotografata da Henry Clarke sul tetto della Basilica di Santa Sofia, Marta Marzotto a Porto Rotondo o Lee Radziwill nel salotto della sua casa londinese.

Un personaggio rimane particolarmente legato all’immagine di questo capo: Yves Saint Laurent. Rimangono nel cuore di tutti i suoi abiti ispirati ai caftani e altrettanto rimane nel cuore la splendida Tamy Tazi, musa del grande couturier e sua “ambasciatrice” per il Marocco. La Tazi è una tale conoscitrice e collezionista di questo capo esotico da aver scritto, nel 2011, un libro intitolato Caftan che continua a rappresentare il miglior testo esistente sull’abito perfetto per ogni donna di qualunque angolo del mondo.