I FIGLI DEI FIORI: “Gli Hippie, dall’inglese “hip”, ovvero nuovi e moderni”

Tra il 1965 e il 1967 i giovani seguaci della beat generation si radunano sulla costa della California, dando vita al movimento Hippie che, nel mondo della moda viene declinato come la ricerca di modernità, novità, spazio per i giovani che vogliono il riconoscimento negatogli fino a quel momento e un interesse per l’ecologia e la moda artigianale e multietnica. Nell’estate del 1967, il quartiere Height Ashbury di San Francisco accoglie una folla di 100.000 persone, passando alla storia come la Summer of Love (l’estate dell’amore) e questo evento fa sì che lo stile hippie si diffonda rapidamente in tutta America e nel resto del mondo.

A differenza dei loro predecessori, gli hippie rifiutano il consumismo e tutto ciò che è urbano o artificiale e preferiscono invece attingere dalle culture straniere alla ricerca dell’illuminazione spirituale; molti decidono di trasferirsi e vivere tra gli ashram in India, mentre altri abbracciarono codici morali e terapie orientali.

Il loro look è composto da abiti morbidi, a strati, realizzati con sete indiane colorate oppure jeans a zampa di elefante abbinati a pesanti cappotti afgani di pelle di pecora e a giacche ricamate o sfrangiate. Capelli lunghi ornati di fiori, fasce per capelli e fili di perline completano l’immagine sia della donne che degli uomini.

Lo stilista Yves Sant Laurent è subito pronto a proporre bluse stampate in tela di cotone e preziosi tessuti patchwork a prezzi elevatissimi per le signore del jet set affascinate dallo stile mentre Zandra Rhodes propone voluminosissimi abiti stampati in chiffon.

L’impatto del movimento hippie sulla moda tra il XX ed il XXI secolo è enorme e gli stilisti tornano ciclicamente ad attingere idee in cerca di ispirazione. Nel mondo della moda l’estate dell’amore continua a risplendere.