JEAN PAUL GAULTIER

Cresciuto nei sobborghi parigini, Jean Paul Gaultier è uno dei pochi grandi stilisti a non aver mai frequentato qualsivoglia scuola di moda. Comincia la sua carriera mandando i suoi bozzetti alle più importanti maison di couture, mossa che gli frutta il posto di assistente di Pierre Cardin; intorno ai primi anni ’80 il neo-stilista riesce finalmente a farsi conoscere e a impressionare il pubblico con il suo stile audace, che gli vale il soprannome di “Enfant Terrible”. Negli anni ’90 Gaultier ha la fortuna di arrivare a lavorare con l’icona numero 1 del pop: Madonna, per la quale disegna il famoso reggiseno conico.

Le collezioni firmate Jean-Paul Gaultier prendono ispirazione dalla cultura popolare che permette allo stilista di dare sempre un tocco streetwear ai suoi capi, nonostante ciò Gaultier da sempre dimostra di essere un designer eclettico, tanto che le collezioni di alta moda risultano comunque eleganti e di classe senza essere noiose, questo grazie ai dettagli particolari e talvolta eccentrici. Gaultier inoltre fa della gonna un capo iconico, riproponendola in tutte le sue forme, come per esempio il kilt scozzese maschile.

Più volte ha colpito (per non dire scandalizzato) il pubblico scegliendo modelle e modelli veramente fuori dagli schemi per le sue sfilate: donne curvy, anziani, tatuati e “piercingati” sono solo alcuni esempi e tuttora continua a giocare sugli scambi di ruolo di genere durante i suoi show, attirando sempre la critica mondiale.

Gaultier ha disegnato molti capi per pellicole cinematografiche, come Il Quinto Elemento di Luc Besson, La Città Perduta di Jean-Pierre Jeunet e Kika di Pedro Almodóvar. Nel ’99 Gaultier cede il 35% della sua casa di moda a Hermes, che nel 2003 lo nomina direttore creativo della maison, dove rimane fino al 2010 mentre nel 2006 collabora dinuovo con Madonna disegnando per lei tutti i costumi di scena del suo Confessions Tour.

Le passerelle di Jean-Paul Gaultier diventano così il luogo dove riunire le diversità delle culture del mondo, che riescono a coesistere senza stonare ma, anzi, impreziosendosi le une con le altre nella stessa collezione.