AGENDA DA NEW YORK 2

È terminata la settimana della moda di New York, la prima delle quattro kermesse che servono per proporre le tendenze della stagione successiva.

A chiudere è, come ogni stagione, Marc Jacobs, il prediletto da tutti tra gli stilisti di oltreoceano che, questa stagione, ha mandato in passerella una specie di rave party con modelle fornite di dreadlocks, minigonne, cappotti e maglie che fanno il verso alla moda grunge dei primi anni ’90 senza mettere da parte una chiara ispirazione anni ’70. Josep Font, designer di Delpozo, riporta in passerella le sue costruzioni architettoniche che ci fanno tornare in mente il suo grande connazionale Cristobal Balenciaga e dimostrano tutto il suo talento, perché di questo si tratta. Nella collezione lo stilista spagnolo continua la sua storia d’amore con i volumi ampi e definiti e le architetture (quasi demodé) che è tra i pochi a saper mettere in pratica. Boss (linea disegnata da Jason Wu) ci mostra una donna essenziale, minimalista, i cui abiti (ben immaginati) mostrano forti grafismi e un’ispirazione che chiama in campo il grande artista statunitense David Hockney. Michael Kors manda in passerella la solita ricca signora dell’upper-east side con i suoi chemisier, le gonne al ginocchio e le stampe che ricordano quelle di Lilly Pulitzer, una signora sfaccendata che quando non è a New York sta mollemente distesa su una spiaggia di Palm Beach. Passiamo oltre: Rodarte è forse l’unico marchio americano veramente concettuale, che diverte anche se è importabile, che dimostra sempre che le creazioni delle sorelle Mulleavy (le stiliste) siano colte e abbiano voglia di rimestare nel torbido delle loro menti così da creare abiti quasi disturbanti. Questa volta si tratta della melissofobia, vale a dire la paura per le api e le modelle indossano creazioni che sembrano (grazie ai ricami e alle spille da balia) ricoperte da simpatiche apette pronte a pungerle nel momento più inaspettato. Le borchie si trasformano quindi in insetti come anche i pois su tessuti semitrasparenti e anche i fiori (stampati o ricamati) sembrano presi d’assalto da centinaia di meravigliose e inquietanti apette.


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