AGENDA DA PARIGI: PRIMO GIORNO

Si capisce cosa si è perduto solo quando quella cosa, per qualche motivo, ci ripassa davanti anche solo per un secondo e con Olivier Theyskens oggi è successo proprio questo.

Mancava qui da Parigi da molti, troppi anni, da quando fu licenziato in tronco da Nina Ricci e si trasferì a New York per disegnare la linea di lusso del marchio di grande distribuzione Theory. Il suo mondo a cavallo tra il gotico e il vittoriano che ha fatto sognare centinaia di giornalisti è tornato con una collezione principalmente del nero tranne per due tocchi di colore: il primo è una stoffa tartan e il secondo è un abito da sera rosso. Il suo è un mondo fatato composto da donne che sembrano uscite da un romanzo di Emily Bronte e pronte a gettarsi da una scogliera della costa britannica. Jacquemus ha portato in passerella una collezione più “adulta” di quelle precedenti, meno ispirata dalle ragazzine che da sempre abitano i suoi pensieri che sembra quasi citare gli anni ’80 ma in una versione “leggera” che ricorda in qualche maniera il grande Hubert de Givenchy. Continua il suo studio sui volumi che vanno a creare abiti concettuali ma lievi allo stesso tempo, che tanto ricordano quella Costa Azzurra (sua patria) che gli sta così a cuore.

E ora parliamo di Anthony Vaccarello e della sua prima prova alla maison Saint Laurent. Per coloro che non lo sanno Yves Saint Laurent era un signore che a grandi linee ha cambiato la storia della moda, che ha fatto indossare lo smoking alle donne, che ha studiato il corpo della donna rendendola sexy ma mai (e dico mai) volgare. Per farla breve era un genio. Ora veniamo a Anthony Vaccarello al quale mi sento di dare solo un paio di consigli: il primo è quello di tentare disperatamente di ricordare per chi sta disegnando perché, se continua a fare Anthony Vaccarello al posto di Saint Laurent, sorge il dubbio che non abbia capito qual è il nome scritto sul fondo della passerella. Secondo consiglio per il giovanotto che pure ha fatto grandi sforzi per mandare in passerella quell’insieme di abiti: non sentiamo il bisogno di abiti che lascino un seno scoperto, il cui capezzolo è occultato da un cuore di paillettes perché questa scelta non è concettuale, è volgare.