AGENDA PARIGI GIORNO SECONDO

Oggi a Parigi è stato il giorno di Dries Van Noten, re indiscusso della giornata e, fino ad ora, della stagione. In uno studio sui fiori, sia stampati o applicati sugli abiti che rinchiusi all’interno di teche di vetro, porta in passerella la donna raffinata che solo lui è capace di creare. La sua palette non ha pari, dal bianco al nero passando per i toni del giallo, del verde militare e del turchese, con ricami degni di una maison di haute couture che però non risultano mai eccessivi o importabili. La sua collezione infatti è adatta ad una donna di qualunque età o luogo di appartenenza, sognatrice ma con i piedi per terra se ce n’è bisogno, piedi che sono raccolti dentro sandali che ricordano molto da vicino quelli giapponesi ma con i tacchi. La perfezione.

La prima collezione di Bouchra Jarrar per Lanvin si distacca totalmente dalla visione che negli ultimi anni aveva dato l’ex direttore creativo Alber Elbaz ed è incredibilmente parigina e altrettanto incredibilmente haute couture (mondo dal quale proviene la Jarrar); i toni sono quelli del bianco e del nero con un tocco blu a rendere la vita più elettrica. Galliano da Margiela ha portato in passerella la sua versione dello stilista belga, trasformando la sua eredità in qualcosa di molto londinese che ricorda da vicino l’immagine alternativa della capitale inglese. Da Courrèges continua lo studio sull’eredità futuristica dello stilista francese che i due giovani direttori creativi stanno studiando e portando avanti con grande minuzia: miniabiti bianchi o neri, giubbotti optical in vinile, cappottini sopra il ginocchio e top rigidi semitrasparenti che farebbero sognare qualunque donna. Lo stesso vinile si è visto alla sfilata di Wanda Nylon (premio Andam di quest’anno) che entusiasmato il pubblico con i suoi soprabiti lucidi nei toni del rosso e dell’argento per una donna che sembra dover correre qua e là per una Parigi piovosa.


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