LA CULTURA PUNK

Il punk non è solo un genere musicale, ma una subcultura: il termine, definisce un gruppo di persone che si distacca dalla maggioranza della popolazione, da ciò che è ritenuto “normale” e adotta stili di vita e idee sul mondo proprie.

Nella seconda metà degli anni ’70, in Inghilterra, nasce la subcultura punk: i primi esponenti sono giovanissimi della classe operaia, che ascoltano musica grezza, sporca, semplice nelle melodie e rabbiosa nei testi e che comunicano il loro disagio sociale e la loro disillusione sul futuro con un abbigliamento stravagante, che miscela oggetti e abiti provenienti da altri ambiti e li usa per decorare il corpo.

I punk comunicano attraverso il corpo e lo stile: prendono abiti borghesi, come la giacca e la cravatta, e li riempiono di spille da balia e di borchie. Il punk saccheggia a piene mani dallo stile sadomaso, con lattice, pelle, indumenti molto attillati che, accostati ai corpi emaciati dei giovani, riuscivano a dare un aspetto androgino, etereo, che comunicava disinteresse verso il sesso, se non nelle sue forme più perverse.

Malcolm McLaren creò il mito dei Sex Pistols con il contributo della moglie Vivienne Westwood, che ideò per loro un look stravagante e d’impatto.