ELEGANZA MITTELÈUROPEA, NEHERA RIPORTA IN AUGE IL MOTTO DEL "LESS IS MORE"


Seguo le sfilate da un numero considerevole di anni e ogni singola stagione, al mio ritorno a casa, mi sento porre sempre la stessa domanda a cui non riesco mai a trovare risposta: «Qual è stata la cosa più bella che hai visto?» o la variante «Qual è stata la collezione migliore?». Ebbene questa è una domanda che non possiede risposta per un motivo molto semplice: attraverso le quattro settimane della moda si assiste (ormai dal vivo o in streaming) a circa cinquecento tra sfilate e presentazioni e la risposta, con questi numeri alla mano, è presto data. Se in un mese assisto o osservo un tale numero di collezioni, ovviamente ci saranno molti pezzi interessanti, molti capi (forse troppi) degni di essere citati e quindi da oggi mi prenderò un intero semestre per raccontarvi ogni settimana cosa mi è piaciuto vedere (sei mesi fa) tra ciò che ora potete trovare nei negozi.

Comincio oggi con un vecchio marchio della (ex) Cecoslovacchia (che oggi si trova a Bratislava nella Repubblica Slovacca) che ha più di 80 anni e ritengo essere la risposta mitteleuropea a Hermès. Certo, nientemeno. Scomodo il re del lusso e delle pelletterie per fare un parallelismo che permetta di capire il senso di inafferrabile eleganza a cui si assiste ogni volta che si va a vedere una sua sfilata.

Il marchio è stato rilanciato nel 2014 grazie all’intuito di Ladislav Zdut, un esperto di marketing che ha chiamato il francese Samuel Drira come direttore creativo del brand. E cosa potrete trovare quest’inverno all’interno della sua collezione? Caban sartoriali degni di marinarette di lusso disposte a spendere cifre a tre zeri per poter essere avvolte in morbido cachemire dai colori naturali o, in alternativa, cappotti che sembrano djellabah, poncho di lana mélange a coste dai bordi sfrangiati e blouson di montone rovesciato. Si sa, l’inverno può essere rigido e l’acquirente Nehera si trasforma in un frate di lusso, si copre con strati di lane preziose, velluti moiré e nappe morbide quanto il cachemire, sfida l’inverno alzando il bavero del suo caban, calzando un cappello da amish metropolitano e coprendo le gambe con gonne longuette o ampi pantaloni che nulla tolgono alla sua femminilità creandosi un varco nella nebbia, impalpabile quanto la sua eleganza. Drira sta riscrivendo la storia dei grandi pezzi classici del minimalismo, di tutti quei capispalla che creano un bozzolo intorno al corpo della donna che li indossa, che acquista oggi e indossa anche tra dieci anni senza il pericolo o la paura di sembrare fuori moda. «Da dove viene questa donna?» viene da chiedersi, per poi rendersi conto che una risposta non esiste perché ogni volta che ci si trova davanti alla quintessenza dell’eleganza si ha la percezione che non esista per le strade.

www.nehera.com


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