MILAN FASHION WEEK parte 2

La settimana della moda di Milano si è conclusa con la dimostrazione di grande vitalità e voglia di

nuovo che si è vista su tutte le migliori passerelle. Marni (con Francesco Risso alla sua prima prova)

ha convinto con una collezione chiaramente ispirata agli anni settanta, perfettamente in sintonia

con l’eredità del marchio che è rimasto orfano della sua fondatrice Consuelo Castiglioni (ritiratasi

pochi mesi fa). Francesco Risso arriva da Prada, dove si è formato nell’ufficio stile, e questo si è

visto in alcuni particolari, come anche negli accostamenti dei colori. Marni è il marchio di avant-

garde per eccellenza sulla piazza milanese, molto amato sia dagli addetti ai lavori che dai

compratori perché riflette bene quel senso di bon ton tipico dell’alta borghesia milanese. L’unione

di viola e arancio come anche il blu chiaro e le stampe a fiori sono un piacere a vedersi, ma anche

un’ispirazione quasi psichedelica unita all’eredità dei tessuti inglesi rendono questa collezione la

migliore vista fino ad ora. Da Bottega Veneta l’ispirazione è invece anni quaranta, con grigi, neri e

cammello uniti all’arancio e al senape; il marchio proprietà di Kering è tra i più famosi al mondo

nella produzione di borse di gran lusso e quelle viste in passerella sono decisamente notevoli (sia

quelle piccole con tracolla a catena che le pochette). Infine Jil Sander: Rodolfo Paglialunga si

mormora sia alla sua ultima collezione per la prestigiosa maison e ha presentato la sua migliore

collezione da quando è arrivato qui nel 2015, fatta di cappotti oversize, gonne a uovo, giacche

sartoriali e un affascinante senso di bidimensionalità tipico degli stilisti migliori. Paglialunga ha

talento (ce n’eravamo già accorti anni fa quando disegnava Vionnet) e qui ha messo insieme una

collezione decisamente molto interessante. Forse un po’ priva di personalità ma veramente

interessante.