MILAN FASHION WEEK parte 1

La settimana della moda di Milano, arrivata alla fine della prima metà, si prospetta come la più interessante fino ad ora. La “guerra” tra Milano e Parigi è ormai fatto storico, con le due camere nazionali della moda a rincorrersi e tentare di superarsi a vicenda: Prada ha proposto la migliore collezione fino ad ora e una delle sue più interessanti da molti anni. La collezione ha un’ispirazione a cavallo tra gli anni sessanta e i settanta, con ricami e decorazioni tipici del periodo, dai maglioni in angora al color turchese, piume colorate al fondo di gonne longuette, l’utilizzo di tweed a riquadri ma anche il nylon (materiale culto dei settanta), una sorta di studentessa pronta ad una manifestazione da sessantottina. Jeremy Scott da Moschino ci ripropone i pezzi culto della maison che ironizza sul mondo della moda da ormai quarant’anni e Massimo Giorgetti da Emilio Pucci offre la sua migliore collezione fino ad ora e composta da un misto di anni settanta con tanto di frange e colori accesi. Decisamente notevole. Max Mara vira tutto sui toni del cammello e del beige e Fendi ci ripropone la pellicceria (di cui è re incontrastato) ma in una versione “alternativa” e “boho chic”: lusso assoluto, insomma. Vionnet per la prima volta sfila a Milano con una collezione ispirata alla fondatrice del marchio, Madame Madeleine Vionnet, con pepli multicolor che risultano però un po’ troppo ancorati al passato e poco pronti a guardare verso un mondo moderno con bisogni da ventunesimo secolo. Ma veniamo a Gucci: Alessandro Michele continua ad essere il più arguto tra gli stilisti di tutto il mondo, quello che meglio capisce i bisogni del mercato e, soprattutto, l’unico capace di ironizzare sul sistema moda pur riuscendo ad aumentare il proprio giro d’affari in modo esponenziale. All’interno della collezione c’era qualunque cosa: dall’ispirazione anni settanta alle pettinature anni ottanta; dalla campagna inglese a Chanel (per come ci ironizzava sopra Franco Moschino); dai ricami e decorazioni quasi da haute couture allo streetwear per non dimenticare gli accessori, vero blockbuster della maison (pare che le vendite di borse e scarpe siano aumentate del 25%). Andate a vedere le immagini delle borse e delle scarpe, sono meravigliose.


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